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Veronica Rubino, le Lollipop, le luci e le ombre dei talent

Il meccanismo dei talent produce ancora oggi grandi star ma è anche in certi casi una fabbrica di illusioni.

Un fenomeno non proprio recente, anche se i ragazzi di oggi sono più preparati e consapevoli quando decidono di essere i protagonisti di uno show televisivo.

 Sono passati vent’anni da quando 5 ragazze, all’interno di un talent show - il primo della televisione  italiana – furono scelte per formare  una band tutta al femminile.

Nel 2001 nacquero da una sorta di esperimento televisivo le Lollipop, la risposta italiana alle Spice Girl.

Un successo incredibile che portò Marta Falcone, Dominique Fidanza, Marcella Ovani, Veronica Rubino e Roberta Ruiu– le Lollipop – a palcoscenici importanti.

Furono loro le prime vincitrici di un talent e - come tutte le prime volte - hanno dentro quell'autenticità, quella verità che oggi sembra impossibile da trovare in tv.

Dischi di platino, fan adulanti, Sanremo, concerti sold out e le 5 ragazze diventarono delle vere icone pop in quegli anni.

Il primo singolo Down Down Down– che ancora oggi fa ballare i nostalgici di questi anni – solo nella prima settimana vendette più di quarantamila copie.

Furono due anni intesi, di un inarrestabile trionfo, un boom che oggi avremmo definito “virale”.

“Ricordo tutto di quegli anni incredibili, dal piccolo concerto ai grandi palchi di Sanremo e del Festivalbar” comincia così il racconto di Veronica Rubino, cantante delle Lollipop che all’epoca era poco più che maggiorenne: “Ero giovanissima, mia madre ancora mi sgridava e vedere ragazzine urlanti accompagnate dalle loro mamme che mi riempivano di complimenti, faceva strano. Da questa esperienza ho imparato molto e, sebbene fossi ancora molto giovane, ho capito quando la popolarità possa diventare un'ossessione. Per tanti 10 minuti di televisione possono diventare l’unica ragione di vita. Io ho scelto di seguire la musica e non la popolarità a tutti i costi. Fortunatamente non mi sono fatta incantare dalle luci della ribalta e, nonostante fossi una Lollipop, ho continuato l’università laureandomi in legge”.

Voce graffiante, grinta da vendere Veronica oggi - oltre a continuare a coltivare la sua passione per la musica – è una giovane donna, mamma di un bellissimo bambino di otto anni e fa un lavoro "normale".

Studia canto e quel talento continua a coltivarlo con grande passione: “Non avevo mai fatto un'ora di lezione di canto quando fui scelta tra le migliaia di ragazzine provinate ai casting. Ma da quel momento non hai smesso di studiare, di fare musica. Pino Perris e i fratelli Minale sono al mio fianco: è con loro che sperimento nuovi orizzonti musicali, con loro continua il mio percorso artistico”.

Popstar, così si chiamava il programma televisivo condotto da un giovanissimo Daniele Bossari, fu il primo vero talent show della storia della televisione italiana e le ragazze selezionate convissero nella stessa casa per 33 giorni venendo riprese 24 ore su 24.

“Condividere il palco con altro quattro ragazze è stato bello ma anche difficile. In fondo eravamo un prodotto di marketing discografico ed eravamo spremute come limoni. Ci buttavano sul palco senza un minimo di strategia e specialmente durante la promozione del disco sembravamo delle palline impazzite. Ritmi assurdi dettati da interviste in radio, trasmissioni televisive e ospitate varie. Una follia, delle mucche da mungere senza un minino di strategia. Senza un investimento artistico” ricorda così la cantante casertana quel periodo che chiaramente non è privo di ombre.

A questo stress si aggiungeva anche il fatto che eravamo 5 giovani donne forse un po’ confuse da tutto questo scintillante mondo. Si litigava spesso, io ero un po’ il collante ma a volte ci siamo comportate proprio da ragazzine viziate, perdendo delle occasioni lavorative importanti. Pensate che per motivi stupidi, abbiamo rinunciato ad una collaborazione con Coolio, uno dei rapper più famosi del mondo. Essere una Lollilop era un’opportunità pazzesca, un dono. Io lo capivo anche allora, ne ero consapevole ma il resto della squadra non sembrava capirlo. Ci siamo autodistrutte e dopo un paio di anni quella bolla di popolarità è scoppiata”.

La prima a lasciare il gruppo fu Dominque che non accettò nemmeno di partecipare alle reunion qualche anno dopo.

Le Lollipop infatti nel 2013 annunciarono il ricongiungimento dopo nove anni di assenza dalle scene musicali.

Esce Ciao, il nuovo singolo mixato da Mario Fargetta che ottenne un buon riscontro di pubblico “Quando mi proposero la reunion avevo partorito da poco. Avevo 30 chili di più. Non è stato facile ma la responsabilità nei confronti delle altre ragazze e del pubblico mi ha spinto ad accettare. Nonostante non mi sentissi in forma, accettai anche perché volevo mandare un messaggio importante di body positivity alle donne”.

“Credo ancora nelle Lollilop, nei sogni di quelle giovani ragazze. Negli anni mi hanno proposto tanti progetti da solista e altri talent ma ho preferito aspettare. Oggi credo di essere pronta, mio figlio è cresciuto e credo di avere acquisito quella maturità artistica di cui avevo bisogno per sentirmi sicura”e pensando al futuro Veronica ci rivela “Con le Marcella e Marta ci prepariamo al ventennale delle Lollipop con tante sorprese tra cui un documentario su quegli anni. Mi sto preparando poi per un serie di concerti di jazz teatrale”.

Veronica è un vulcano, un concentrato di talento.

Basta ascoltarla cantare per capire quanto la sua voce black abbia dentro questa voglia di stupire.

Questa smania di musica, fatta di sogni forti.

Ostinati e pieni di sfumature di colore.

Di un passato che ha insegnato e che resta la base di un futuro che i fan non vedono l’ora di riascoltare.

 

L'Autore
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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