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Riparte il Teatro Serra: la nuova stagione inaugura con Ossa

TeatroSerraLa cultura non si ferma, meno che mai il teatro e pur in un momento di difficoltà, il Teatro Serra (Via Diocleziano 316, Napoli adiacente all’Osservatorio Vesuviano) riapre al pubblico con una stagione teatrale improntata alla sperimentazione. 

La stagione 2022 

Quattro gli spettacoli del cartellone fino ad aprile.

Si comincia il 28, 29 e 30 gennaio con “Ossa” lo spettacolo del collettivo Nigredo ispirato ad una favola inuit. Testo e regia di Paola Maria Cacace che è anche interprete insieme con Veronica D’Elia, Caterina Ardizzon, autrice delle illustrazioni e Paolo Montella, musicista e autore delle musiche. 

Dall’11 al 13 febbraio andrà in scena “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, con Giulia Piscitelli, per la regia di Mauro Palumbo.  Dall’11 al 13 marzo sarà la volta di Margherita Romeo e Sarah Paone, dirette da Ludovica Rambelli e Victoria De Campora con “Le signore” testo satirico sulla società contemporanea di Roberto del Gaudio

Si chiude l’8, il 9 e il 10 aprile con “Gaetano, favola anarchica” storia di Gaetano Bresci l’anarchico che nel luglio del 1900 uccise Umberto I, Re d’Italia raccontata attraverso la favola di Gianni Rodari “A toccare il naso del re”. Una produzione Contestualmente Teatro, testo e regia di Riccardo Pisani con Nello Provenzano. Musiche originali di Lenny Pacelli. Elementi di scena a cura di Francesca Rota. 

Ossa, il primo spettacolo della stagione  

Ispirato alla favola inuit “La donna scheletro”, lo spettacolo intende rappresentare il viaggio metaforico alla ricerca di se stessi – oltre le identità cucite addosso da altri – di Arianna, una donna che decide di liberarsi dai vincoli del passato e della famiglia: il lancio nel vuoto, dall’alto di una scogliera per un suicidio anch’esso metaforico (pur nelle sue conseguenze estreme), sancirà la nascita di due diverse parti del Sé: la Arianna Morta, sempre presente, contrapposta ad una Arianna Viva, determinata a non assecondare le imposizioni sociali, finendo per andarsene e rifiorendo a nuova vita.

«Con questo testo decliniamo, in chiave femminile, il mito dell’eroe ispirandoci ad una favola in cui le due Arianna trovano una rappresentazione reale – spiega Paola Maria Cacace, giovane attrice e performer napoletana, diplomata all’Accademia del Teatro Bellini e regista dello spettacolo – Nella cultura inuit, le donne eseguono dei canti rituali dalle incredibili armonizzazioni, prodotte stando a coppie l’una di fronte all’altra. Oggi è un rito, un tempo era un gioco e chi rideva per prima, perdeva». 

E, come un gioco, l’intera messa in scena è stata concepita: una giostra nella quale, ciascun personaggio ha il suo passo e ritmo; e, in corrispondenza di ogni cambiamento, cambia anche il linguaggio artistico, nel quadro di un allestimento suggestivo ed essenziale, in cui scarni elementi vengono integrati da evocativi movimenti di luce, scanditi dal tappeto sonoro, eseguito dal vivo dal musicista e compositore di musica elettronica Paolo Montella. Sul palco, insieme con Paola, ci sono l’attrice Viviana D’Elia e l’illustratrice ed artista visuale di origine veneziana Caterina Ardizzon.

«Il risultato scenico complessivo è nato dalle improvvisazioni condotte durante le prove. Ci è piaciuto mettere sotto sopra le vite che raccontiamo e, ad ogni capovolgimento degli eventi, Caterina interviene dal vivo, sull’intero spazio visivo, modificando l’emotività dei personaggi», conclude la regista. 

Il collettivo Nigredo nasce nel settembre del 2020, fondato dalle artiste Caterina Ardizzon, Paola Cacace e Veronica D’Elia per accogliendo la sfida di creare uno spettacolo teatrale da remoto, senza la possibilità di incontrarsi. Col definirsi del progetto, si unisce al gruppo il musicista e compositore di musica elettronica, Paolo Montella. Il nome si ispira alla prima fase del processo alchemico. «Abbiamo trovato una forte assonanza tra il nostro modo di creare e ciò che può rappresentare, ovvero il processo di putrefazione della materia necessario per dar vita all’armonia degli elementi» raccontano le attrici che, con lo spettacolo “Ossa” hanno vinto è il primo Festival del Teatro Spaccato di Roma, un’iniziativa volta a riportare il teatro in periferia, dopo la pandemia. 

Biglietto 10€; informazioni e prenotazioni: 347 8051793 – 320 3348355, teatroserra@gmail.com

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