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La forza della parola

copertina lalbero delle storie ok Mentre la Dad costringe i bambini a luoghi chiusi e freddi gesti meccanici all’ombra dell’ultima vela di Scampia brilla un piccolo grande miracolo: l’Albero delle storie. 

Manine sporche di terra, corse sfrenate, arrampicate sugli alberi e sorrisi e barricate generazionali e sociali che crollano, arte terapia e gioco e parola salvifica per essere bambini. Come una sorta di fattoria incantata per chi non ha computer ed è fuori luogo, l’Albero delle storie - ludoteca e il terreno strappato ai rovi dall’educatore Davide Cerullo e dai volontari dell’associazione Onlus - ogni pomeriggio tra le 15 e le 17 si anima di storie.

Basta trascorrere qui qualche ora per comprendere quanto la DAD stia privando i bambini di cose fondamentali di cui già normalmente la scuola è carente.

C’è l’asino che chiede grattini, la gallina affettuosa, ci sono gli arti terapeuti volontari che inventano mondi, c’è la musica e la libertà di essere bambini. Sembra di essere entrati in un libro di favole vere, e non manca neanche il lieto fine in cui il “cattivo” si trasforma in buono. 

foto 1 albero delle storie

Rinascere

La storia di Davide Cerullo è stata riportata tante volte dai media e prima di tutto scritta e fotografata da lui in diversi libri, è esperienza viva che trasforma in dono: “Ho iniziato a far parte della camorra a 10, 11 anni poi sono stato chiuso in collegio dove mi hanno massacrato con un sacco di cose brutte, poi sono stato sparato alle gambe e infine è arrivato il carcere. Siamo 14 fratelli e non mi sono mai sentito così solo come nella mia famiglia. Ero un estraneo: tradito da mia mamma, da mio padre, dai miei fratelli, da me stesso, dalla scuola che mi metteva all’ultimo banco, perché era un problema quando a scuola andavo e non quando non andavo. Mi ricordo tutto. Assorbivo tutte queste cose brutte. Se mi fosse stata data la possibilità di essere un bambino sarei stato felice. Così sono andato altrove. A 20 anni c’era una famiglia che mi adottava a Modena. Adesso ne ho 46 e sono di nuovo a Scampia”.

Dalla sua vita Davide ha tratto la forza e il coraggio di seminare grani di cambiamento nel terreno incolto di Scampia. Lui tenta di scrivere ogni giorno un presente diverso per una trentina di bambini insieme ad un nucleo duro di 5 volontari più tanti altri che gravitano intorno a questo posto magico.

“E allora cosa faccio di queste cicatrici, cosa faccio di questo dolore, cosa faccio di questo passato? Lo utilizzo. Lo faccio diventare impegno. Ribalto la marginalità e la faccio diventare lavoro. Quando in carcere ho iniziato a leggere Pasolini mi sono detto: io a questi qua li posso fare fuori tutti. Posso essere più forte della mafia. Lui mi ha fatto capire che c’è una cosa che non ci può rubare nessun potere: la forza della parola. La maggiore oppressione si esercita su chi è muto. Quindi riconsegnando la parola hai vinto. La parola ti dà la possibilità di essere libero. E se sei libero puoi scegliere”.

Davide ha scelto la terra, gli animali e i bambini uniti tutti dalla stessa innocenza e semplicità. È tornato alla terra di Scampia dove è nato, figlio di un pastore quando c’era solo campagna e stavano costruendo le vele, e qui ha costruito la piccola fattoria. Basta guardare la purezza nei suoi occhi per capire che si può tornare a nascere.

“Due anni fa fuori la ludoteca c'era un'area abbandonata – racconta Davide -. Forse dire trascurata è poco. Abbiamo lavorato insieme a gruppi di studenti dell'Università Federico II, dell'Accademia di Belle Arti, a gruppi di Scout, a cittadini-e che ci hanno sostenuto per liberare la terra, per restituirla alla collettività. Qui c’erano spine altissime e sotto pistole, vetro, plastica, siringhe. Adesso è uno spazio a disposizione di bambini e adulti per piantare, seminare, creare giochi all'aperto. Per formare a una coscienza ecologica a partire dai primi atti, dai primi anni”.

foto 2 albero delle storie

La parabola del seminatore

“Spesso ci confrontiamo sulle parabole- continua l’educatore -. La mia preferita è quella del seminatore raccontata da uno dei più grandi psicanalisti di tutti i tempi: Gesù. Il seminatore esce per andare a seminare ma gli cadono un po' di semi, sulle spine, sulla strada, in terreni incolti. Lui prova tutti i terreni. Gli dicono là non li buttare, il terreno non è buono. Così dicono dei bambini cresciuti in certi contesti. Non sono buoni, non cambiano mai, lasciali stare. E invece i semi germogliano. Gli irrecuperabili non dovrebbero esistere, sono un’invenzione della nostra cattiva volontà. Allora getta. È bello che Gesù esca. Tu devi uscire per provare l’altrove rispetto a ciò che ti circonda”.

La vela di Scampia segna l’orizzonte, e circonda un groviglio di vite rese grigie dalla mancanza di opportunità culturali, così le mamme sono felici quando i bambini vanno all’Albero delle storie e i bambini non vorrebbero mai tornare a casa. “Qui c’è un televisore per ogni stanza – spiega Davide- ma non c’è un libro, le mamme stanno a lucidare la casa dalla mattina alla sera, ma non si mettono a giocare con i bambini. Io sono contro l’assistenzialismo. Va fatta giustizia non carità, bisogna insegnare ai bambini e agli adulti ad essere cittadini liberi e consapevoli. Infatti noi crediamo che l'educazione dei bambini debba integrarsi con l'educazione dei genitori. Costruiamo spazi comunitari in cui i genitori possano confrontarsi, ma anche trovare luoghi espressivi, ludici, creativi”.

foto 3 Davide cerullo

Le attività sono svolte in modo cooperativo e partecipativo.

“Mettiamo il dialogo al centro dei nostri principi educativi. Ci impegniamo a coinvolgere la società civile nelle nostre attività: università, scuole, accademie di arte, comitati di quartiere, scout, ma anche, scrittori, poeti, registi, singoli cittadini. Al momento abbiamo tre campi di azione: la ludoteca (diritto all'infanzia), la riqualificazione di spazi pubblici (diritto della terra), l'educazione degli adulti (diritto al dialogo)”

A collaborare con l’associazione gestendo i laboratori con i bambini ci sono clowterapisti e i tirocinanti della scuola di Arteterapia di Napoli che segnano la differenza tra un semplice laboratorio espressivo e l’arte terapia particolarmente utile in situazioni di disagio.

“Ci sono sue macro contenitori esperienziali- spiega Albachiara De Lucia, arteterapista, educatrice e formatrice teatrale -. Uno per permettere ai bambini di acquisire conoscenze di base come scrittura, arte culinaria, scrittura, chimica veicolati attraverso dei personaggi intorno a cui ruotano i laboratori basati sulla terapia gestaltica. Un altro che parte dal Piccolo Principe: sceglieremo alcune figure e luoghi del libro creando una mappa con un percorso a stazioni in ognuna delle quali ci saranno installazioni teatrali con le quali i bambini potranno creare un’interazione canalizzata da noi verso un’azione terapeutica”.

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Per sostenere l’Associazione di promozione socio-culturale. L’Albero delle storie. Via T. Galimberti, Torre 2, 80145, Rione Scampia – Napoli: IBAN IT05L0306967684510749158056 (Banca Intesa) intestato a “L’Albero delle Storie”. Se vuoi donare il tuo 5x1000 a L'Albero delle Storie C.F. 95216060632

Bibliografia di Davide Cerullo:

  • Ali bruciate. I bambini di Scampia. Paoline Editoriale Libri 2009
  • Parole evase. Edizioni Gruppo AEPER 2013
  • La ciurma dei bambini e la sfida al pirata Oz. Dante & Descartes 2013
  • Diario di un buono a nulla. Scampia, dove la parodia diventa riscatto. Società Editrice Fiorentina 2016
  • Poesia cruda. Gli irrecuperabili non esistono. Marotta e Cafiero 2017
  • Dal vangelo secondo Scampia. Tigulliana 2018
  • Visages de Scampia, les justes de Gomorra, con fotografie di Davide Cerullo e testi de Christian Bobin, Erri De Luca et Ernest Pignon-Ernest. Gallimard 2018
  • Fiori d'asfalto Davide Cerullo, Paolo Vittoria. Società Editrice Fiorentina 2019

Info: https://www.alberodellestorie.com/

L'Autore
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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