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Patrizia de Mennato: quando accogliere è un’arte

Villa di DonatoDa cinque anni mette a disposizione una dimora storica – quella della sua famiglia – per rassegne culturali, incontri, spettacoli, mostre, concerti ed altri eventi fruibili al pubblico. Quello di Villa di Donato è un caso più unico che raro a Napoli, e la sua padrona di casa, Patrizia de Mennato, ce ne parla senza nascondere un certo orgoglio: “La scelta di usare una villa privata con una finalità culturale non è usuale in Italia, si contano sulle dita di una mano le dimore storiche che aprono al pubblico diventando sedi stabili di cultura”. Con lei, Napoliclick inaugura un ciclo di incontri con i protagonisti a Napoli del mondo della cultura, dello spettacolo e della società, che resistono in tempi difficili come questo.

Villa di Donato, quando la cultura è di tutti

Situata in una delle piazze più antiche di Napoli, la cinquecentesca Piazza Sant’Eframo Vecchio in prossimità del convento dei Cappuccini e delle annesse Catacombe, in quella parte della città che si trova alle spalle dell’Albergo dei Poveri e del Real Orto Botanico, Villa di Donato nasce praticamente in un piccolo borgo e ci si deve andare apposta. Non è un posto di passaggio questa parte del quartiere San Carlo all’Arena, un tempo abbandonata, che oggi rinasce e viene riconosciuta dalla gente anche grazie alla Villa, divenuta negli ultimi anni un punto di riferimento per gli stessi abitanti e commercianti della zona che ne vanno fieri, al punto da esporre nelle loro attività le locandine degli eventi che ospita. “La villa è stata chiusa fino alla metà degli anni ‘70 – commenta de Mennato – con gioia l’abbiamo riaperta dopo quasi 30 anni, inaugurando un nuovo corso culturale nel 2016. In realtà, però, il legame con il quartiere non si è mai veramente interrotto, la gente ha vissuto la crescita della villa come se fosse la loro”. 

Un modo di accogliere in casa come si faceva un tempo

Oltre ai tanti artisti che, nel corso del tempo, Villa di Donato è riuscita a coinvolgere ospitandoli nei suoi curatissimi spazi interni ed esterni, a dar lustro alla dimora storica appartenuta ai Baroni di Donato di Casteldonato, c’è il modo di accogliere che ricorda quello delle generazioni passate. Così lo descrive Patrizia de Mennato: “Accogliamo le persone come amici, come si faceva un tempo, qui ci si ritrova, ci si conosce e ci si riconosce”. Un luogo di bellezza, cultura e aggregazione, dunque, tenuto insieme da un compatto gruppo di lavoro che, anche in lockdown, non ha smesso di essere coeso e trovare insieme spunti creativi. 

Villa di Donato Patrizia de Mennato foto

Mantenere un rapporto con la gente e resistere ai tempi del Covid

Naturalmente, anche per gli eventi culturali questo non è un bel momento ma anche a Villa di Donato, attori, musicisti, tecnici e staff, hanno fatto loro il concetto di resilienza, partendo dal fare quadrato intorno a un obiettivo comune: quello di resistere ai tempi del Covid e della crisi sociale. “Già avevamo inaugurato in giugno, dopo il primo lockdown, la stagione dei concerti e degli spettacoli teatrali nei giardini, utilizzando gli spazi all’aperto, come la nostra limonaia. Noi teniamo molto al rapporto con gli ospiti e così, in questa seconda fase di restrizioni, ci è venuto in mente che potevamo organizzare dei live, proponendo piccole pillole di teatro che sono in realtà anticipazioni di spettacoli in programmazione, così da non togliere la curiosità nello spettatore per lo spettacolo dal vivo”.

Si parte sabato 14 novembre alle 19 con lo spettacolo “Notti Bianche” riadattato da Fiorenzo Madonna (maggiori informazioni sul sito www.villadidonato.it).

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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