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Covid 19: arrivano i test rapidi in farmacia

scientist 2141259 960 720Come annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza, saranno presto disponibili in farmacia (alcune regioni, come l’Emilia Romagna e il Piemonte sono già partite) i test rapidi in grado di dare una risposta alla positività o meno al Covid in 15 minuti. Una sperimentazione che riguarderà tutto il territorio nazionale, richiedendo una formazione specifica di personale infermieristico dotato dei dispositivi di protezione individuale adeguati, ma che potrà servire a ridurre le attese ai drive-in e a migliorare il tracciamento dei contagi. 

Ma cosa si intende per test rapido?

Come ormai tutti sanno, per diagnosticare i casi con sintomi è fondamentale il tampone molecolare naso-faringeo – che rimane tuttora il test di riferimento e lo strumento più preciso per la diagnosi di SARS-CoV-2 - per gli altri casi, invece, è sufficiente il test antigenico, cioè quello che stiamo imparando a conoscere come “rapido”, capace di dare un esito in appena 15 minuti (con un’attendibilità del 98%).

Sarebbe una grande svolta per snellire tutta la burocrazia relativa al processo e per velocizzare i tempi di attesa degli esiti. Il test rapido antigenico va effettuato per i pazienti con sintomatologia non chiaramente Covid e per i contatti di pazienti Covid. In caso di positività del test rapido, si passa all’isolamento immediato e all’esecuzione del tampone molecolare.

Il test rapido si effettua nello stesso modo del tampone naso-faringeo ma va a scovare proteine e non filamenti di RNA; sarà possibile effettuarlo presso l’ambulatorio del proprio medico di base o in farmacia, previa prenotazione. Questo strumento potrebbe rivelarsi utilissimo, ad esempio, per i bambini in età prescolare e i soggetti più a rischio, allo scopo di distinguere i sintomi di una banale influenza da quelli del Coronavirus.

In breve, ecco i test per sapere se si è positivi al Covid 

I test attualmente disponibili per rilevare l’infezione da SARSCoV-2 sono questi:

  • test molecolari o PCR, che evidenziano la presenza di materiale genetico, il cosiddetto RNA, del Coronavirus
  • test antigenici, i cosiddetti test “rapidi”, che evidenziano la presenza di componenti, cioè proteine virali, antigeni appunto, del virus
  • test sierologici, tradizionali o rapidi, che evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus, che rilevano l’avvenuta esposizione al virus e, solo in alcuni casi, cioè in individui con malattia lieve o moderata i cui sintomi siano iniziati almeno una settimana prima, sono in grado di rilevare la presenza di un’infezione in atto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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